Controverso

L’esposizione che questa estate 2021 viene ospitata a Capri, nella sede prestigiosa di Kukai Iki di Massimiliano Neri e Fondazione Cerio, è dedicata alle opere di Danilo Ambrosino. Sono solo 10 grandi icone, tra 180×120 cm e 140×120, di giganti neri che emergono con un guizzo dal fondo altrettanto scuro tranne uno che si staglia sul fondo bianco. Seguono con l’armonia di un movimento di danza le altre opere create dall’artista, quindi parte della serie esposta al MANN, nelle due sale adiacenti la Sala della Meridiana, dove si svolge la mostra archeologica “ I Galdiatori”, ed appaiono in sintonia straordinaria e a continuità simbolica del tema narrato in antico fino ai nostri giorni: la ricerca della Libertà.  

Sono opere monotematiche, realizzate con una sofisticata tecnica di smalti su alluminio, dalle forme possenti e solitarie  che si impongono allo sguardo ed emergono  sul piano bidimensionale che le accoglie con una impostazione meramente fotografica: un fotogramma alla volta fissa l’azione, evidenziando l’attimo del moto di ogni muscolo, in una sorta di illusionismo visivo consentito dagli effetti traslucidi e specchiati che offre la superficie dell’opera. Con l’alternarsi di bianchi e neri, colori estremi, le opere paiono muovere le pareti immacolate della grande aula a navata unica che le ospita, in Palazzo Vanalesti, illustrando una Storia tutta umana, che celebra il riscatto morale dei Giganti Neri, raffigurati come icone dell’arte plastica di archeologica memoria. Le iconografie restano opere  bidimensionali, impaginate come coreografia pittorica, evocativa di antichi archetipi eppure subito divenuti eroi di miti correnti.

Sono uomini combattenti, pronti a scattare in avanti in corsa verso la mèta, come a muoversi e chinarsi e ripiegarsi a passo lieve di danza, seguendo le arie di una Chimera.

Sono loro, pronti a sfidare la sorte, scuri ma pronti a vedere la luce, combattendo CONTRO il buio che si lasciano alle spalle, riemergendo VERSO il futuro che si veste di bianco, colori rigorosamente simbolici, archetipi inossidabili dell’umano sentire.

Sono i nuovi Gladiatori di Danilo Ambrosino.

Sbarcano ora a Capri, l’isola dei sogni nell’immaginario collettivo, e si confrontano con lo spirito dell’Isola, approdo di uomini che animavano l’intelletto di sogni di un mondo libero da ogni catena.